C’è un tipo umano che conosco bene
di Andrea Mandinelli
Lo incontro in ogni convegno, in ogni rivista e, quel che è peggio, ogni tanto anche nello specchio.
È il conservatore cattolico. Uomo di ottime letture e di ottime intenzioni, condanna il divorzio, deplora l’aborto, si indigna per le piazze in fiamme e per i seminari vuoti. Ha una sola debolezza, ma grande come una cattedrale: vuole conservare tutto, compresa la rivoluzione. Non quella di oggi, s’intende, che lo spaventa a morte. Quella di ieri.
Chesterton ne conobbe parecchi, di conservatori: inglesi, per lo più anglicani, ma con lo stesso identico carattere. Li ritrasse in una riga che al nostro calza come un guanto: il compito dei progressisti è commettere errori, quello dei conservatori è impedire che vengano corretti Il progressista abbatte un muro; il conservatore arriva trent’anni dopo e lo difende come un rudere venerabile.