Nei tempi oscuri la vera Speranza si scrive con la maiuscola. Roberto Marchesini
Apr 08, 2026
Viviamo in tempi interessanti, direbbero i cinesi: guerre ovunque, pandemie gestite in modo strano, la Chiesa che sembra aver dimenticato il Suo compito… Tutto ciò ci preoccupa e spaventa: quale altra catastrofe ci aspetta, e quando? Come possiamo prepararci ad affrontarla e superarla? Come possiamo avere un briciolo di speranza?
Ecco, la speranza: avere fiducia che, domani, le cose andranno meglio: che le guerre cessino, che la vita (anche economica) torni serena, che i cattivi siano messi in condizione di non nuocere più. Cosa daremmo, per un briciolo di speranza, per poter credere che arrivi un messia a salvarci, a punire i peccatori, a consolare gli afflitti.
Probabilmente molti, ai tempi di Gesù, coltivavano la stessa speranza: oppressi, vessati, tormentati economicamente e privati della libertà, aspettavano febbrilmente il messia. Sarà forse questo? Oppure quest’altro? Ma erano certi che un messia sarebbe arrivato, avrebbe liberato e redento il popolo e avrebbe portato un periodo di pace e prosperità. Ne avevano bisogno, come di un po' di speranza.
Oggi vedo lo stesso fenomeno. Il messia sarà forse Trump, che sbatterà in galera tutti i politici corrotti e perversi? Porterà libertà e prosperità? Le guerre che sta iniziando – alcune delle quali sembrano completamente assurde – sono forse una parte dolorosa e necessaria di un grande piano provvidenziale, troppo grande e raffinato per comprenderlo, per salvare il pianeta dalla paura e dalla povertà? Forse Putin, che sconfiggerà un Occidente marcio e corrotto fino al midollo? E se fosse qualche partito o coalizione politica italiana? Oppure sarà un katéchon raffinato e implacabile, messo a punto da papa Benedetto XVI, per far uscire allo scoperto i nemici della Chiesa infiltrati nel suo seno?
In ogni caso, meglio essere pronti al grande cambiamento che ci attende: prima della luce, ci attende il buio del tunnel, un periodo di angoscia e tribolazione. Quindi meglio ricorrere al prepping: accumulare sale e sapone; preparare candele, pannelli solari e generatori a gasolio; eccetera eccetera.
L’ho scritto e lo ripeto: tutto comprensibile. Siamo in un periodo di crisi e di angoscia, con un’Unione Europea che sta colando a picco trascinandoci con essa; un Occidente che sta rivelando sempre più un volto piratesco e feroce che nei decenni precedenti, perlomeno, si premurava di nascondere per decenza; una Chiesa della quale molti cattolici non riescono più a fidarsi. È comprensibile coltivare la speranza che questa realtà oscura cambi e si apra verso un futuro migliore. Ho soltanto il dubbio che questo atteggiamento porterà delusioni ancora più cocenti e drammatiche; a una disperazione ancora più feroce e profonda.
Torniamo ai tempi di Gesù. Molti attendevano un messia, come abbiamo detto; ma un messia terreno, che avrebbe portato autonomia amministrativa, sollievo economico e un po' di libertà. Forse anche Giuda era tra questi. Giuda che, ferito per aver riposto queste speranze in Gesù, si è probabilmente sentito tradito, ingannato; che, probabilmente, ha riversato il suo odio non verso se stesso, la propria ingenuità e semplicità, ma su Gesù stesso. E lo ha punito, sciagurato.
Così i Giudei, passati in pochi giorni dall’osanna al crucifige.
Perché non hanno avuto, per messia, un Trump, un Putin, un katéchon; ma un vero Messia, umile e povero. Tradito, venduto, ingiustamente processato e condannato; carcerato, torturato, umiliato, deriso; infine crocifisso come l’ultimo e più ignobile dei cattivi. Lui, l’unico uomo sulla terra che non ha mai commesso un peccato, che ha avuto solo e soltanto amore, per tutti.
Ha deluso la speranza, ma ha dato Speranza. Non la speranza che le cose andassero un po' meglio; la Speranza di vivere eternamente in Paradiso e di vedere Dio. Il Messia di cui avevamo bisogno, ma che non ci meritiamo.
Nuovamente possiamo fare un parallelo con l’epoca attuale. Il Messia? È già arrivato, siamo già salvi. La Speranza? Quella con la maiuscola, la virtù teologale, non consiste nel credere che le cose vadano meglio, che arrivi un messia (minuscolo) per arrestare i cattivi. In cosa consiste la virtù della Speranza? Leggiamo il Catechismo: «La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull'aiuto della grazia dello Spirito Santo» (§ 1817). Ripetiamo: la virtù teologale della Speranza non consiste nel credere che «Andrà tutto bene» o «Ne usciremo migliori»: consiste nel credere che andremo in Paradiso.
E il prepping? Esiste un prepping cattolico? Ovviamente: «Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi» (Ef 6,11-18).
Per il resto, il Messia stesso ci ha già istruito: «Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla» (Lc 12,4; Mt 10,28); «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora» (Mt 25,13). Che la santa Pasqua ci porti un po' più di fiducia nel vero Messia e ci distolga da quelli falsi.
Una nuova comunità nascente che ha obiettivi e sogni da realizzare insieme!
In questa comunity ci sono donne che credono non sia più tempo di lamentii, accuse, condanne, che generano solo paura e tristezza, uccidono la speranza e la passione di costruire nel presente guardando al futuro con fiducia e forza. Vogliamo aprire una fase nuova, vogliamo irradiare in ogni piccola parte di mondo e di vita, la maggiore quantità possibile di tutto quanto di bello, buono, vero e giusto declinato al femminile sia possibile realizzare concretamente attraverso il magico potere della sacra arte dell'ascolto. Ognuna nel propio ruolo e ambito di vita. Coltivando insieme al meglio tutto ciò che abbiamo come potenzialità per portare a noi stesse e a tutti coloro con cui interagiamo, amore, bellezza e forza per fare delle nostre vite qualcosa di bello e gratificante.
